Quello
che colpisce guardando il Divo di
Sorrentino è soprattutto l’intricata trama di complotti, affari, strette di
mano sotterranee e torbide. Così fitte e intricate che a volte si perde il
filo. Sorrentino ha voluto certamente creare appositamente questo effetto di
disorientamento. Era l’unico modo per mettere in evidenza un modo folle di
esercitare il potere, di un machiavellismo radicale e, di fatto, mafioso.
martedì 18 settembre 2012
mercoledì 5 settembre 2012
Il Bangladesh a San Lorenzo
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-Dai
dillo che ti piace anche a te Marco, eh? Dillo che un po’ ti arrapa…
Amanda
scoppiò in una fragorosa risata e bevve un altro sorso di vino rosso. Il
ragazzo di fronte a lei la guardava seriamente.
-Mi
dai fastidio quando fai così, lo sai.
-Uh,
al signorino pare che dia fastidio… ehi ascoltate tutti: al signorino qui di
fronte pare che dia fastidio!
-Forse
è meglio che torniamo a casa, eh. Stai solo dando spettacolo.
Il
ragazzo le prese la mano e tentò di portarla via ma lei rimase immobile.
mercoledì 18 luglio 2012
Due uova di colori diversi
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Si
pulì il sedere con la carta igienica profumata, di quelle color rosa. Tirò lo
sciacquone, si lavò le mani. Si guardò i capelli gialli, controllò gli
eventuali brufoli e punti neri. Dillà c’era il ronzio delle chiacchiere della
tv, quelle voci molto simili a borbottii. Dillà c’era anche Francesca che
l’aspettava; probabilmente si era seduta sul divano e si stava mangiando le
unghie o stava inviando un messaggio col cellulare. Mentre si passava il sapone
tra le mani, formando delle bolle simili a bava, stilò un elenco neuronale del
cibo rimasto in frigo. C’erano: due uova-di-chissà-quando, latte, tre cetrioli,
del formaggio, un wurstel con qualche pelo di muffa, dei dadi per il brodo e il
manoscritto del seicento.
mercoledì 20 giugno 2012
La polvere sonnolosa
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Fa un caldo che neanche su Marte. Anche se stai fermo sudi e di notte sembra che ti drogano con la polvere sonnolosa, semmai esiste. È il periodo degli esami, quel periodo in cui non puoi fare altro che studiare, e se fai altro perché non ti va di studiare, pensi comunque che dovresti studiare. La tua natura umana cambia: non sei più un Essere-per-la-morte, come diceva Heidegger, ma uno schifoso Esserino-per-lo-studio. In tv parlano di riforme-nonsense e di crisi, trasmettono un cartone demenziale e un film di Totò. Penso a chi va al liceo e che oggi fa gli esami di maturità, a chi lavora e aspetta le ferie, ai gatti che d’estate dormono in media due ore in più, e ai moscardini nei boschi che già preparano le scorte di cibo per il prossimo letargo.
mercoledì 13 giugno 2012
La rivoluzione, le Bigbabol e altri declini quotidiani
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“Sa,
credo che la gente una volta guardava il fuoco come oggi guarda la televisione.
E ho l’impressione che uno ha sempre bisogno, soprattutto dopo cena, di
guardare delle immagini in movimento.”
François Trauffaut nel film Effetto notte.
Davvero, deve rimanere così, tale e
quale, da scorrere velocemente con il telecomando, strisciando di canale in
canale sdraiati sul divano, passivamente pilotati in un turbine di immagini
trash e pubblicità di spazzolini e assorbenti inodore;
sabato 2 giugno 2012
La novantenne signorina del call center
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“Una vita a svegliarsi alle sette e un
quarto e a sentire il susseguirsi delle stagioni attraverso il freddo che si
insinua tra gli spifferi della finestra”
“…almeno fin quando non avreste deciso di
mettere gli infissi.”
Ci sono due minuscole tazzine di caffè e
delle briciole sul tavolo, ossia tracce di biscotti secchi mangiati poco prima.
Ci sono due tv accese, una in salone e una in un dillà della casa, dovunque esso sia. C’è la luce che entra dalla
finestra a vetri, che dà su un balcone,
che dà su un vuoto, che dà sulla strada. Ci sono lei coi capelli tenuti fermi
da una matita, e lui con le mani prese da un tremore cronico che fa tintinnare
il cucchiaino sulla tazzina semivuota di caffè quando tenta di berne un sorso.
C’è un gatto che fa le fusa tra le loro gambe.
giovedì 31 maggio 2012
I pensieri delle 22:30
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In questi giorni così concitati e
schizofrenici, in questi giorni di terra che trema e di “con questa crisi che
ce sta…”, nessuno ha voglia di essere sobrio né di lamentarsi stancamente.
Siamo nella fase in cui il protagonista di un
romanzo, dopo aver vissuto le peggiori disgrazie e aver sopportato
terribili patimenti, decide improvvisamente di riscattarsi e di prendere
decisamente in mano la situazione. Sono i momenti in cui ti va di parlare di
tutt’altro.
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