mercoledì 20 giugno 2012

La polvere sonnolosa


Fa un caldo che neanche su Marte. Anche se stai fermo sudi e di notte sembra che ti drogano con la polvere sonnolosa, semmai esiste. È il periodo degli esami, quel periodo in cui non puoi fare altro che studiare, e se fai altro perché non ti va di studiare, pensi comunque che dovresti studiare. La tua natura umana cambia: non sei più un Essere-per-la-morte, come diceva Heidegger, ma uno schifoso Esserino-per-lo-studio. In tv parlano di riforme-nonsense e di crisi, trasmettono un cartone demenziale e un film di Totò. Penso a chi va al liceo e che oggi fa gli esami di maturità, a chi lavora e aspetta le ferie, ai gatti che d’estate dormono in media due ore in più, e ai moscardini nei boschi che già preparano le scorte di cibo per il prossimo letargo.
Casa mia sembra una grotta. È più o meno sempre fresca, non ci uscirei mai. Sto sbracato sul divano, la mia amaca immobile, e ascolto i cigolii dei mobili del piano di sopra e gli inquietanti passetti dei topi nell’intercapedine; il computer che ogni tanto frigge e la signora che pulisce le scale del condominio. C’è anche un bambino che piange in un appartamento lontano e la mia gatta che si mangia i croccantini come noccioline.
Penso che dovrei andare in piscina e che dovrei andare in quella mensa dei poveri a fare volontariato; che ieri abbiamo provato a vederci una serie tv fantasy, sempre sul divano, ma il computer caricava male. Mi gratto la pancia. Suonano al campanello, come nei più banali film che fanno sbadigliare già alla prima scena. Quel suono mi ricorda qualcosa di fastidioso, come un prurito o un padre che ti sgrida.
-Chi è?
-Siamo noi…
-Noi chi?
-Noi, quelli del gas o della luce o di qualche religione, fai tu…
Fai tu? Mi gratto i capelli, come se facendolo potessi massaggiare qualche pensiero che non si vuole innescare.
-Ma che vuol dire?
-Senta stiamo lavorando qui, non abbiamo tempo per le interviste. Ci vuole aprire o no?
-Oh sì sì, prego, mi scusi…
Forse sono troppo accondiscendente? Troppo ingenuo? Dov’è andata a finire la frase preferita di mia madre “non aprire agli sconosciuti”? Forse quando ero piccolo me l’ha detta così tante volte che il mio inconscio ormai emancipato ha deciso di ribellarsi e aprire a chi cavolo vuole lui?
Sento il cancello del condominio che si chiude con un tonfo, poi dei passi e la sagoma di un uomo che compare sul piccolo atrio del palazzo. Ha un cappellino e una tutina blu. Non è troppo grosso, ma neanche troppo piccolo. Si avvicina proprio alla mia porta e io lo guardo dallo spioncino. Osservo la sua sagoma distorta dalla lente e il piccolo distintivo che ha attaccato sulla tuta da lavoro. Ha la stessa forma di quelli della polizia, però stranamente non c’è scritto niente sopra. E poi DRIIIN.
-Sì?
-Siamo quelli di prima…
-Siamo?
-Plurale maiestatis.
-Ah, certo. Mmmh, cosa volete?
-Gliel’ho già detto… il gas o un ordine religioso che vuole lei… o anche le enciclopedie se vuole…
-Non capisco… comunque non abbiamo il gas noi, e le enciclopedie non ci servono, quindi…
-Quindi puoi scegliere l’ordine religioso che preferisci, prego.
Tira fuori una cartellina e ci scrive sopra qualcosa. Vedo solo il suo naso, un neo marrone e i peli della barba lungo le guance.
-Buddhista?
-Mh buddhista… buddhista… non è più disponibile, mi dispiace. Abbiamo Geova, Cattolici Romani e Scientology.
-Senta ma che storia è questa, mi sta prendendo in giro?
-Prendere in giro neanche è disponibile, prego. Noi siamo solo religione, enciclopedie, gas e luce.
-…
-Senta ma lei lo sa quanti nuovi fedeli in più all’anno ci sono grazie a noi?
-Non mi…
-Circa seicento, e solo per ogni religione! Ma si rende conto? Praticamente se esiste ancora è grazie a noi. E il gas…?
-Senta stavo studiando e fa caldo, ho capito che siete molto…
-Mh, quindi lei sta rinunciando al servizio.
Comincia a scrivere qualcosa sulla sua cartellina e poi improvvisamente mi guarda dritto negli occhi, quasi minaccioso. Cioè guarda dritto nello spioncino, sapendo benissimo che io lo sto guardando da lì. Rimaniamo in silenzio qualche secondo. I rumori di prima ritornano a farsi sentire: i mobili dei vicini che scricchiolano, i topi, il computer, il caldo marziano, il bambino che piange, la lavatrice che romba, i moscardini che mangiano le ghiande…
-Va bene che devo fare, mi dica.
-Uuuh, perfetto, scelta migliore! (scrive qualcosa sulla cartellina. Sembra felicissimo, come se gli avessi dato la  notizia più bella del mondo.)
-Che devo fare?
-Religione ha scelto, giusto? Quale metto?
-Mh boh, cattolica…
-Cattolica, ok. Vogliamo procedere al battesimo, allora?
-Battesimo? Ma l’ho già fatto!
-Allora cresima, estrema unzione, quale le manca? (Mi guarda di nuovo negli occhi, tutto sorridente, in attesa di scrivere qualcosa sulla cartellina.)
-Senta io non…
DRIIIIN. DRIIIIN. Il cellulare vibra sotto la mia coscia, il divano mi avvolge come un oceano. Per fortuna mi hanno svegliato, devo studiare ancora cento pagine. Mannaggia a chi si è inventato la polvere sonnolosa e a chi la sparge nell’aria nel mese di giugno.

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