mercoledì 5 settembre 2012

Il Bangladesh a San Lorenzo


-Dai dillo che ti piace anche a te Marco, eh? Dillo che un po’ ti arrapa…

Amanda scoppiò in una fragorosa risata e bevve un altro sorso di vino rosso. Il ragazzo di fronte a lei la guardava seriamente.

-Mi dai fastidio quando fai così, lo sai.

-Uh, al signorino pare che dia fastidio… ehi ascoltate tutti: al signorino qui di fronte pare che dia fastidio!

-Forse è meglio che torniamo a casa, eh. Stai solo dando spettacolo.

Il ragazzo le prese la mano e tentò di portarla via ma lei rimase immobile.



-Che fai mi costringi a fare qualcosa? Sei proprio strano, lo sai? E che ti avrò detto di così offensivo! Perché pensi che sia un’offesa il fatto che possa piacerti un maschio?

Amanda rise di nuovo e mandò giù un altro sorso. Diceva cose cattive senza riuscire a controllarsi.

Il ragazzo che stava con lei cominciava a spazientirsi. I gradini della piazza erano scomodi e gelidi, e aveva bisogno di farsi quattro passi. Lì c’era un chiasso fastidiosissimo. Trilli di bottiglie, urla, risate.


-Andiamo rompipalle. Stai diventando un vecchietto saggio, lo sai? Di quelli che dispensano consigli, conoscono tutti i proverbi e sanno come va il mondo.

Amanda si alzò in piedi con fatica e diede una pacca sulla spalla del ragazzo.

-O forse sei tu che sei rimasta bambina? C’hai mai pensato?

-Ecco, vedi: un vecchietto saggio, tale e quale. Dai prendimi sotto braccio, su, facciamo un po’ i vecchietti…

Scoppiò di nuovo a ridere, ma poi promise di smetterla. Ti va un cornetto? Gli chiese, ne aveva così voglia! Era da un sacco di tempo che non si prendevano un cornetto insieme, solo loro due, alle tre di notte, a parlare di cose senza senso o del futuro, vero? Il ragazzo accennò ad un sorriso e disse che gli andava bene.

-Lo sai che quando diventerai professoressa di filosofia teoretica non potrai più ubriacarti così, vero?

-Mah, questo lo dici tu. Foucault si faceva di LSD a Central Park…

-Appunto, Foucault, non te.

Scoppiarono a ridere e si infilarono nella notte. Letteralmente nella notte: si erano rotti i lampioni in tutto il quartiere e c’era un buio assoluto. Finalmente si potevano vedere le stelle anche a Roma, nel pieno della città. Però erano così in alto e lontane che non ci pensarono ad alzare la testa e a osservarle. Un ragazzo di colore si avvicinò.

-Erba, md…?

-No grazie…

-Siete di Roma?

-Perché?

-Piacere, io sono Bangladesh.

-Guarda abbiamo il Bangladesh in persona! Ciao Bangladesh! No, noi non siamo di Roma, siamo di Caserta… più o meno il Bangladesh d’Italia…

Bangladesh sorrise senza capire. Li guardava in modo strano, come se fosse affascinato.

-Sicuri no hashish, no coca…

-Ma ce le hai tutte? Dove le tieni?

Un rumore di bottiglie infrante e uno scroscio di risate esplose dalla piazza.

-Un segreto, un segreto cara mia…

-Cara mia? Senti Andrea, questo è più vecchietto di te!

-Smettila, Anda…

-Senti Bangla, noi stiamo andando a prenderci un cornetto, lo vuoi?

Bangladesh sorrise timidamente. Disse che non poteva muoversi da lì.

-Allora te lo portiamo noi, che ne dici?

Andrea e Amanda si incamminarono sottobraccio. La cornetteria si trovava qualche isolato più in là, tra la tangenziale e il cimitero. Piano piano i rumori della piazza si allontanarono e divennero solo un sottofondo. Loro rimasero in silenzio per tutto il tragitto, avevano perso da qualche parte le cose da dirsi.

La cornetteria sembrava uno di quei templi dorati della Thailandia, luminosi ma un po’ fatiscenti. I cornetti luccicavano croccanti e appena sfornati. Il commesso obeso era di spalle e cercava con fatica di sintonizzare un’enorme radio vecchissima da cui uscivano solo gracidii. Non si era neanche accorto che loro erano entrati. Amanda diede un colpetto ad Andrea bisbigliandogli qualcosa. Mezzo minuto dopo scappavano ridendo dal negozio carichi di cornetti in bocca e nelle mani. Rallentarono solo molti isolati dopo quando ormai la cornetteria era lontana e nessuno poteva trovarli.

-Sei proprio stupida, cazzo!

-Piantala e mangia, rompipalle.

-Ma che bisogno c’era di rubarli?

Amanda scoppiò a ridere e, nonostante il fiatone, addentò un pezzo enorme di cornetto. Una luna bianchissima cominciò a sbucare dal cielo come una ferita. Si appoggiarono al muro per riprendere fiato. Erano completamente immersi nel buio. Ogni tanto qualche folata di vento caldo spazzava via la sporcizia da terra. Stavano per rimettersi a camminare quando videro le luci blu della polizia provenire qualche metro più in là, vicino alla piazza.

-Cazzo ci hanno scoperti?

Cercarono di capirci qualcosa. C’era confusione, qualcuno che urlava, persone che si dimenavano e scappavano, ma nella notte non si capiva niente. Dopo qualche minuto tutto tornò calmo come prima. La macchina della polizia azionò la sirena e partì sfrecciando davanti a loro. Fecero appena in tempo a vedere Bangladesh nei sedili posteriori che li guardava sconvolto. Non aveva fatto neanche in tempo a mangiarsi il cornetto.

Nessun commento:

Posta un commento