-Dai
dillo che ti piace anche a te Marco, eh? Dillo che un po’ ti arrapa…
Amanda
scoppiò in una fragorosa risata e bevve un altro sorso di vino rosso. Il
ragazzo di fronte a lei la guardava seriamente.
-Mi
dai fastidio quando fai così, lo sai.
-Uh,
al signorino pare che dia fastidio… ehi ascoltate tutti: al signorino qui di
fronte pare che dia fastidio!
-Forse
è meglio che torniamo a casa, eh. Stai solo dando spettacolo.
-Che
fai mi costringi a fare qualcosa? Sei proprio strano, lo sai? E che ti avrò
detto di così offensivo! Perché pensi che sia un’offesa il fatto che possa
piacerti un maschio?
Amanda
rise di nuovo e mandò giù un altro sorso. Diceva cose cattive senza riuscire a
controllarsi.
Il
ragazzo che stava con lei cominciava a spazientirsi. I gradini della piazza
erano scomodi e gelidi, e aveva bisogno di farsi quattro passi. Lì c’era un
chiasso fastidiosissimo. Trilli di bottiglie, urla, risate.
-Andiamo
rompipalle. Stai diventando un vecchietto saggio, lo sai? Di quelli che
dispensano consigli, conoscono tutti i proverbi e sanno come va il mondo.
Amanda
si alzò in piedi con fatica e diede una pacca sulla spalla del ragazzo.
-O
forse sei tu che sei rimasta bambina? C’hai mai pensato?
-Ecco,
vedi: un vecchietto saggio, tale e quale. Dai prendimi sotto braccio, su,
facciamo un po’ i vecchietti…
Scoppiò
di nuovo a ridere, ma poi promise di smetterla. Ti va un cornetto? Gli chiese,
ne aveva così voglia! Era da un sacco di tempo che non si prendevano un
cornetto insieme, solo loro due, alle tre di notte, a parlare di cose senza senso
o del futuro, vero? Il ragazzo accennò ad un sorriso e disse che gli andava
bene.
-Lo
sai che quando diventerai professoressa di filosofia teoretica non potrai più
ubriacarti così, vero?
-Mah,
questo lo dici tu. Foucault si faceva di LSD a Central Park…
-Appunto,
Foucault, non te.
Scoppiarono
a ridere e si infilarono nella notte. Letteralmente nella notte: si erano rotti
i lampioni in tutto il quartiere e c’era un buio assoluto. Finalmente si
potevano vedere le stelle anche a Roma, nel pieno della città. Però erano così
in alto e lontane che non ci pensarono ad alzare la testa e a osservarle. Un
ragazzo di colore si avvicinò.
-Erba,
md…?
-No
grazie…
-Siete
di Roma?
-Perché?
-Piacere,
io sono Bangladesh.
-Guarda
abbiamo il Bangladesh in persona! Ciao Bangladesh! No, noi non siamo di Roma,
siamo di Caserta… più o meno il Bangladesh d’Italia…
Bangladesh
sorrise senza capire. Li guardava in modo strano, come se fosse affascinato.
-Sicuri
no hashish, no coca…
-Ma
ce le hai tutte? Dove le tieni?
Un
rumore di bottiglie infrante e uno scroscio di risate esplose dalla piazza.
-Un
segreto, un segreto cara mia…
-Cara
mia? Senti Andrea, questo è più vecchietto di te!
-Smettila,
Anda…
-Senti
Bangla, noi stiamo andando a prenderci un cornetto, lo vuoi?
Bangladesh
sorrise timidamente. Disse che non poteva muoversi da lì.
-Allora
te lo portiamo noi, che ne dici?
Andrea
e Amanda si incamminarono sottobraccio. La cornetteria si trovava qualche
isolato più in là, tra la tangenziale e il cimitero. Piano piano i rumori della
piazza si allontanarono e divennero solo un sottofondo. Loro rimasero in
silenzio per tutto il tragitto, avevano perso da qualche parte le cose da
dirsi.
La
cornetteria sembrava uno di quei templi dorati della Thailandia, luminosi ma
un po’ fatiscenti. I cornetti luccicavano croccanti e appena sfornati. Il
commesso obeso era di spalle e cercava con fatica di sintonizzare un’enorme
radio vecchissima da cui uscivano solo gracidii. Non si era neanche accorto che
loro erano entrati. Amanda diede un colpetto ad Andrea bisbigliandogli
qualcosa. Mezzo minuto dopo scappavano ridendo dal negozio carichi di cornetti
in bocca e nelle mani. Rallentarono solo molti isolati dopo quando ormai la
cornetteria era lontana e nessuno poteva trovarli.
-Sei
proprio stupida, cazzo!
-Piantala
e mangia, rompipalle.
-Ma
che bisogno c’era di rubarli?
Amanda
scoppiò a ridere e, nonostante il fiatone, addentò un pezzo enorme di cornetto.
Una luna bianchissima cominciò a sbucare dal cielo come una ferita. Si
appoggiarono al muro per riprendere fiato. Erano completamente immersi nel
buio. Ogni tanto qualche folata di vento caldo spazzava via la sporcizia da
terra. Stavano per rimettersi a camminare quando videro le luci blu della
polizia provenire qualche metro più in là, vicino alla piazza.
-Cazzo
ci hanno scoperti?
Cercarono
di capirci qualcosa. C’era confusione, qualcuno che urlava, persone che si
dimenavano e scappavano, ma nella notte non si capiva niente. Dopo qualche
minuto tutto tornò calmo come prima. La macchina della polizia azionò la sirena
e partì sfrecciando davanti a loro. Fecero appena in tempo a vedere Bangladesh
nei sedili posteriori che li guardava sconvolto. Non aveva fatto neanche in
tempo a mangiarsi il cornetto.

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