Quando
la mamma era morta il padre l'aveva sostituita con un pappagallo - una semplice
Ara Aruana, tutta blu, gialla e
verde. Antonio odiava i pappagalli; e
i loro escrementi a riccioletto, grigio-bianchi e semi liquidi, le zampe da
mummia, gli occhi lucidi e fissi. Non
sopportava i loro versi agghiaccianti, i loro sguardi sconvolti, la lingua dura
e rosa che spuntava ogni tanto dal becco arcuato e orribile. Più in generale, aveva
un'avversione totale nei confronti di qualsiasi volatile
domenica 9 giugno 2013
giovedì 3 gennaio 2013
Riflessioni della settimana, rubrica delle cose a caso
Tweet
1.
Forse
è una fissa degli americani, o forse è una cosa particolarmente divertente.
Dopo che per l’ennesima volta i piccoli uomini che vivono dentro la TV hanno
avuto lo sfacciato coraggio di ritrasmettere per la 562957200ma
volta Mrs Doubtfire, mi sono reso
conto di quante commedie americane hanno come fulcro centrale della storia un
uomo che si traveste da donna (e viceversa, per esempio Funny Money o Victor Victoria). Basta guardare la lista delle 100 migliori commedie americane per averne la
conferma: al primo posto c’è A qualcuno
piace caldo, dove, come si sa, due musicisti si devono travestire da donne
attempate per sfuggire ad un gruppo di mafiosi che vuole ucciderli. E al
secondo posto c’è Tootsie, con un
Dustin Hoffman in versione femminile. La lista potrebbe continuare, ma ci siamo
capiti. Perché fa così ridere questa scenetta? È vero, i film americani (come
anche le vecchie commedie di Plauto, che sono né più né meno identiche alle
commedie cinematografiche/teatrali odierne o un po’ più addietro alle commedie
di Shakespeare (in cui infatti i travestimenti uomo/donna ricorrono spesso))
vivono di macchiette, situazioni stereotipe e personaggi fissi. Il gioco della
sessualità, il cambio d’abito, la distruzione o rimessa in discussione della
dicotomia uomo-donna è uno dei temi centrali di ogni commedia di sempre. I
commediografi (spesso più saggi dei filosofi o degli intellettuali tout court) l’hanno sempre capito e
hanno sempre cercato di utilizzare il gender
performativity per suscitare l’ilarità e la sovversione delle regole. A
lungo andare, forse, smetterà di far ridere, perché avremo tutti imparato a
giocare con la sessualità e i suoi mummifichi cliché.
mercoledì 5 dicembre 2012
La fine del mondo e il Ragazzino Al Dopobarba
Tweet
Mentre
cammino lungo il viale che porta all’università, tra piccole gocce di pioggia
che si appiccicano sul mio cappotto, mi chiedo per quale motivo le poesie
contengano quasi sempre riferimenti alla natura. Alla luna, alla terra, al
mattino, alle albe, ai tramonti. Non parlano mai di detersivi, capelli,
forbicine, schermi digitali, lampadine, penne, centri commerciali, cacca, asfalto,
tarocchi, biblioteche, coca cole, gel igienizzanti o telefonini. La pioggia fa
un rumore chiassoso quando si abbatte tra le cose, sembra una lavatrice ante litteram
che lava tutto senza centrifugare. Dalle cuffiette del mio Ipod esce un pezzo
di John Coltrane. Mi sembra di stare a Parigi, in uno di quei film in cui ci
sono molte sigarette, solo bianco e nero e dialoghi brillanti. Dei bambini
vanno a scuola, io faccio elenchi mentali. Di quello che ho fatto, di quello
che non ho fatto, di quello che mi annoia, di future liste possibili.
martedì 18 settembre 2012
Cosa ho visto: Il Divo di Sorrentino
Tweet
Quello
che colpisce guardando il Divo di
Sorrentino è soprattutto l’intricata trama di complotti, affari, strette di
mano sotterranee e torbide. Così fitte e intricate che a volte si perde il
filo. Sorrentino ha voluto certamente creare appositamente questo effetto di
disorientamento. Era l’unico modo per mettere in evidenza un modo folle di
esercitare il potere, di un machiavellismo radicale e, di fatto, mafioso.
mercoledì 5 settembre 2012
Il Bangladesh a San Lorenzo
Tweet
-Dai
dillo che ti piace anche a te Marco, eh? Dillo che un po’ ti arrapa…
Amanda
scoppiò in una fragorosa risata e bevve un altro sorso di vino rosso. Il
ragazzo di fronte a lei la guardava seriamente.
-Mi
dai fastidio quando fai così, lo sai.
-Uh,
al signorino pare che dia fastidio… ehi ascoltate tutti: al signorino qui di
fronte pare che dia fastidio!
-Forse
è meglio che torniamo a casa, eh. Stai solo dando spettacolo.
Il
ragazzo le prese la mano e tentò di portarla via ma lei rimase immobile.
mercoledì 18 luglio 2012
Due uova di colori diversi
Tweet
Si
pulì il sedere con la carta igienica profumata, di quelle color rosa. Tirò lo
sciacquone, si lavò le mani. Si guardò i capelli gialli, controllò gli
eventuali brufoli e punti neri. Dillà c’era il ronzio delle chiacchiere della
tv, quelle voci molto simili a borbottii. Dillà c’era anche Francesca che
l’aspettava; probabilmente si era seduta sul divano e si stava mangiando le
unghie o stava inviando un messaggio col cellulare. Mentre si passava il sapone
tra le mani, formando delle bolle simili a bava, stilò un elenco neuronale del
cibo rimasto in frigo. C’erano: due uova-di-chissà-quando, latte, tre cetrioli,
del formaggio, un wurstel con qualche pelo di muffa, dei dadi per il brodo e il
manoscritto del seicento.
mercoledì 20 giugno 2012
La polvere sonnolosa
Tweet
Fa un caldo che neanche su Marte. Anche se stai fermo sudi e di notte sembra che ti drogano con la polvere sonnolosa, semmai esiste. È il periodo degli esami, quel periodo in cui non puoi fare altro che studiare, e se fai altro perché non ti va di studiare, pensi comunque che dovresti studiare. La tua natura umana cambia: non sei più un Essere-per-la-morte, come diceva Heidegger, ma uno schifoso Esserino-per-lo-studio. In tv parlano di riforme-nonsense e di crisi, trasmettono un cartone demenziale e un film di Totò. Penso a chi va al liceo e che oggi fa gli esami di maturità, a chi lavora e aspetta le ferie, ai gatti che d’estate dormono in media due ore in più, e ai moscardini nei boschi che già preparano le scorte di cibo per il prossimo letargo.
Iscriviti a:
Post (Atom)



